ESAME AUDIOMETRICO: identificazione precoce dei disturbi dell’udito
Metodica diagnostica che misura la soglia uditiva
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L’esame audiometrico è una metodica diagnostica non invasiva utilizzata per valutare la capacità uditiva di un paziente e identificare eventuali deficit dell’udito (ipoacusie). Rappresenta uno strumento essenziale nella prevenzione e nella diagnosi delle patologie uditive, sia in età pediatrica sia nell’adulto e nell’anziano.
Che cos’è l’esame audiometrico
L’audiometria è un insieme di test che misurano la soglia uditiva, ovvero l’intensità minima di suono che una persona è in grado di percepire a diverse frequenze. I risultati vengono riportati su un grafico chiamato audiogramma, che consente di valutare il grado e la tipologia del deficit uditivo. L’esame viene eseguito in ambiente silenzioso o in cabina insonorizzata, utilizzando strumenti specifici chiamati audiometri.
Tipologie di esame audiometrico
1. Audiometria tonale liminare: è il test più comune. Il paziente indossa delle cuffie attraverso le quali vengono trasmessi suoni puri a diverse frequenze e intensità. Il soggetto segnala quando percepisce il suono, consentendo allo specialista di determinare la soglia uditiva.
L'esame permette di distinguere tra ipoacusia trasmissiva (problemi dell’orecchio esterno o medio), ipoacusia neurosensoriale (alterazioni dell’orecchio interno o del nervo acustico), ipoacusia mista.
2. Audiometria vocale
Valuta la capacità di comprendere le parole. Al paziente vengono fatte ascoltare liste di parole a diversa intensità sonora e viene misurata la percentuale di corretta comprensione. Questo test è particolarmente utile per valutare l’impatto funzionale del deficit uditivo nella vita quotidiana.
3. Impedenzometria (o esame impedenzometrico)
Analizza la funzionalità dell’orecchio medio, valutando la mobilità del timpano e la pressione all’interno della cassa timpanica. È indicata nei sospetti di otite media, disfunzione tubarica, presenza di versamento endotimpanico.
4. Otoemissioni acustiche (OAE)
Utilizzate soprattutto nello screening neonatale, permettono di valutare la funzionalità delle cellule ciliate della coclea. Sono test oggettivi, rapidi e non invasivi.
Quando è indicato l’esame audiometrico?
L’esame audiometrico è consigliato in presenza di: sensazione di ovattamento auricolare, difficoltà nella comprensione del parlato, Acufeni (ronzii o fischi nelle orecchie), vertigini associate a disturbi uditivi, esposizione prolungata a rumore (ambiente lavorativo o ricreativo), controllo periodico in età avanzata.
È inoltre raccomandato nei programmi di sorveglianza sanitaria per lavoratori esposti a rumore, come previsto dalla normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro.
Conclusione
L’esame audiometrico rappresenta uno strumento diagnostico essenziale per la valutazione della funzionalità uditiva. Semplice, rapido e non invasivo, consente di individuare precocemente eventuali alterazioni e di impostare un percorso terapeutico mirato.
La tutela dell’udito è parte integrante della prevenzione sanitaria: sottoporsi a controlli periodici significa proteggere una funzione fondamentale per la comunicazione, la socialità e il benessere complessivo della persona.
Disturbi dell'udito, ISS - Istituto Superiore della Sanità, <https://www.epicentro.iss.it/udito/>, ultima consultazione il 21/02/2026.
Audiologia a foniatria, Albera R. e Schindler O., Ed. Minerva Medica, 2003.
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