La foto rappresenta una donna anziana seduta con la figlia giovane sulla panchina del parco.

21 SETTEMBRE 2026: Giornata dell’Alzheimer

Conoscere i sintomi, ridurre il rischio e sostenere chi convive con la malattia

Il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, nata nel 1994 per promuovere la conoscenza della malattia e contrastare lo stigma che accompagna le demenze. Un’occasione per richiamare l’attenzione sui bisogni delle persone malate e delle loro famiglie, valorizzando informazione, ascolto e accesso alle cure.

Che cos’è la malattia di Alzheimer?

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che compromette progressivamente la memoria e altre capacità cognitive, fino a interferire con l’autonomia quotidiana. È la causa più frequente di demenza e contribuisce al 60–70% dei casi. Pur essendo più comune con l’avanzare dell’età, non rappresenta una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento.

Quali segnali meritano attenzione?

Dimenticare ripetutamente informazioni recenti, perdere l’orientamento in luoghi conosciuti, faticare a seguire una conversazione o a svolgere attività abituali sono cambiamenti da osservare. Possono comparire anche alterazioni dell’umore e del comportamento.
Una dimenticanza occasionale non basta a indicare l’Alzheimer. Quando i disturbi persistono o interferiscono con la vita quotidiana, è opportuno parlarne con il medico: sintomi simili possono avere cause diverse, da valutare con attenzione.

Perché è importante una diagnosi tempestiva?

La valutazione medica permette di approfondire i disturbi ed escludere altre possibili cause. Il percorso può comprendere test neuropsicologici ed esami scelti in base alla situazione clinica. Riconoscere la malattia tempestivamente aiuta a organizzare l’assistenza, valutare le possibilità terapeutiche e coinvolgere la persona nelle decisioni sul proprio futuro.

Come ridurre il rischio?

Alcune abitudini possono contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza:

  • praticare regolarmente attività fisica;
  • seguire un’alimentazione equilibrata;
  • evitare il fumo e il consumo dannoso di alcol;
  • controllare pressione, colesterolo e glicemia;
  • mantenere relazioni sociali e attività mentalmente stimolanti.

Questi comportamenti aiutano a proteggere la salute cerebrale, senza garantire la prevenzione della malattia.

Conclusioni: prendersi cura anche di chi assiste

L’assistenza coinvolge spesso familiari e caregiver. Informazioni pratiche, sostegno psicologico e momenti di riposo aiutano a tutelare anche il loro benessere. La Giornata Mondiale dell’Alzheimer invita a costruire una comunità più attenta: riconoscere le difficoltà, ascoltare senza giudicare e rendere più semplice chiedere aiuto.


Epicentro - Malattia di Alzheimer, ISS - Istituto superioire di Sanità. <https://www.epicentro.iss.it/alzheimer/>, ultimo accesso il 10/09/2026.

OMS - Sito ufficiale, <https://www.who.int/>, ultimo accesso il 10/09/2026.

Quali servizi per la salute offriamo nelle sedi IRM?

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Le informazioni del presente articolo hanno finalità divulgativa e non intendono sostituire in alcun modo una consulenza, diagnosi o terapia medica. Si raccomanda di rivolgersi sempre a un medico o a uno specialista per qualsiasi quesito clinico.